La Finanza Agevolata per le aziende

Basta aprire un qualunque giornale economico: almeno un articolo è dedicato a uno dei tanti strumenti di finanza agevolata che le aziende hanno a disposizione.

Le aziende possono aumentare il proprio vantaggio competitivo beneficiando di questo strumento in molti modi: dalla concessione di crediti d’imposta per impianti industriali a contributi a fondo perduto per l’introduzione di nuove skill in azienda.

E’ un panorama complesso in cui è importante comprendere bene alcuni concetti. Vediamoli insieme.

Cosa è la finanza agevolata

Definire cosa si intenda per “finanza agevolata” non è semplice, perchè si tratta di un concetto vasto. In linea di massima, la finanza agevolata è l’insieme di tutti quegli interventi che mettono a disposizione delle organizzazioni, in particolare imprese, gli strumenti finanziari per:

  • Nuovi progetti imprenditoriali, ad esempio il supporto all’avvio di start up o di imprese femminili
  • Sviluppo di nuovi investimenti aziendali, come l’implementazione di attività di ricerca e sviluppo, oppure nuovi stabilimenti o revamping di impianti produttivi
  • Aumento della competitività a aziendale, ad esempio attraverso l’aumento delle competenze hard e soft dei collaboratori anche attraverso strumenti di finanziamento come i fondi interprofessionali

I soggetti erogatori sono di molte tipologie differenti. La fonte che eroga finanzia agevolata può infatti essere:

  • europea
  • nazionale
  • regionale
  • locale (come ad esempio le Camere di Commercio, le Provincie e Comuni)
  • soggetti privati (come ad esempio fondazioni, associazioni di categorie)

Attualmente, le fonti primarie di finanza agevolata sono sicuramente gli strumenti che arrivano dal legislatore comunitario (Europa) con un amplio ventaglio di di strumenti agevolativi. Ogni 7 anni, l’Europa definisce un quadro finanziario pluriennale in cui delinea quali siano le priorità su cui impegnarsi attraverso gli strumenti di finanza agevolata. Per il periodo 2021 -2027, ad esempio, la Comunità Europea ha definito come punto focale la digitalizzazione. Sulla base di questo macro obiettivo, sono stati individuati i vari fondi strutturali, i cui più significativi sono il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), il Fondo di Coesione (FC), il Fondo Sociale Europeo plus (FSE+).

contributi fondi europei
Le aree di investimento della Comunità Europea per il periodo 2021-2027 (fonte ec.europa.eu)

All’interno di questi fondi, l’Europa gestisce in proprio oppure affida alle singole regioni il compito di gestire, assegnare, controllare e supervisionare l’uso dei fondi finanziari disponibili. Infatti, l’erogazione di questi strumenti finanziari a livello europeo può avvenire direttamente oppure indirettamente. Nel primo caso, l’azienda (o un gruppo di aziende) può aderire direttamente al programma. Nel secondo caso, invece, il legislatore comunitario delega le singole nazioni o, come nel caso italiano, le Regioni alla gestione di questi fondi.

I diversi strumenti di finanza agevolata

Secondo il grado di contribuzione finanziaria a disposizione, possiamo avere:

  • Contributi a fondo perduto: significa che in questi casi l’erogazione del contributo finanziario non deve essere restituito. E’ una modalità molto comune nel caso in cui il fine sia la formazione del personale aziendale oppure come contributo di emergenza in casi contingenti. Ad esempio, durante l’emergenza Covid sono stati fatti degli interventi di contributi a fondo perduto per alcuni settori particolarmente colpiti, come il settore turistico e dei servizi alla persona.
  • Finanziamenti agevolati: è il caso di mutui a un tasso fortemente inferiore a quello del mercato.
  • Rilascio di garanzie per agevolare l’accesso al credito: in questo tipo di contributo il soggetto erogatore si fa garante della restituzione del prestito erogato.
  • Sgravi fiscali e contributivi: è il caso di crediti d’imposta concessi in relazione a particolari investimenti. Alcuni esempi li troviamo nel Fondo nuovo competenze, la Formazione 4.0, la patent box.
  • Un altro caso lo ritroviamo nell’assunzione di particolari categorie di persone (donne over 55, disoccupati di lungo corso, apprendisti…)

Queste tipologie di finanza agevolata possono anche essere presenti nello stesso strumento. Accade quando in un bando regionale una parte dell’agevolazione è un contributo a fondo perduto e la restante parte è un finanziamento a un tasso di interesse agevolato.

Come ottenere i contributi

In un recente sondaggio effettuato a livello europeo, è risultato che per le PMI il problema dell’accesso ai finanziamenti è secondo solo alla ricerca di nuovi clienti. Infatti, per poter accedere a uno strumento di politica agevolata, occorre mettere in campo molte professionalità all’interno di una azienda. La condizione iniziale, però è sempre quella di avere un progetto o un investimento da finanziare. Ogni strumento ha un suo specifico iter. Per poter partecipare ad un bando o avviso generalmente le macro-fasi possono essere:

  1. Effettuare uno screening di tutti i bandi e contributi a disposizione. Per questo, è possibile consultare le fonti anche presenti su internet. Ad esempio, è possibile informarsi attraverso i siti dedicati dell’unione Europa, i portali specifici a livello regionale, le sezioni dedicate della propria camera di commercio oppure le sezioni della propria associazione di categoria.
  2. Individuare il bando o un contributo che possa essere adeguato al proprio progetto. A questo punto è necessario capire se la propria azienda rientri tra i beneficiari. Ad esempio, occorre controllare quali siano i codici ATECO ammissibili oppure se la propria azienda rientri nella definizione di PMI secondo i parametri europei. Ecco perché occorre comprendere bene, sia dal punto di vista burocratico sia dal punto di vista progettuale, i decreti e gli allegati richiesti.
  3. Preparare il progetto con il quale aderire. La progettazione è una fase molto importante e complessa, in cui molte professionalità devono essere messe in campo. Spesso in questa fase viene richiesto: l’individuazione delle necessità, la definizione degli obiettivi, la creazione del cronogramma del progetto. E’ una fase che richiede molta attenzione, soprattutto quando il bando prevede una misura agevolata dedicata alla formazione interna dei collaboratori. Inoltre, sono da includere nel progetto tutte le dichiarazioni e documenti richiesti, tra cui, spesso, viene richiesto anche il calcolo del de minimis.
  4. Procedere alla presentazione nei termini richiesti. A volte, è possibile che si tratti di una procedura a sportello; altre volte, si tratta di un click day nel qual caso l’assegnazione delle risorse segue la presentazione cronologica.
  5. Portare a compimento il progetto, mantenendone traccia, sia contabile sia con varia documentazione. Questo avviene attraverso registri, on line o off line, comunicazioni preventive o successive all’agenzia preposta al controllo, nonché la pubblicità richiesta sui siti e sui social dell’azienda.
  6. Rendicontare le spese e i risultati ottenuti, attraverso piattaforme specifiche e mantenere per il periodo richiesto la documentazione completa per eventuali controlli.

Nel caso di contributi fiscali o agevolazioni contributive, i passaggi possono essere diversi e spesso richiedono delle ulteriori particolari attenzioni. Ad esempio, nel caso della credito d’imposta per la Transizione 4.0, la scelta di effettuare o meno di una perizia giurata o, al suo posto, una autocertificazione non è dovuto solo alla fatto che la legge permetta l’una o obblighi all’altra.

In ogni caso, altri due aspetti di cui tener conto sono:

  • la cumulabilità. In alcuni casi, è possibile aderire a più strumenti di finanza agevolata sullo stesso progetto o sullo tesso investimento;
  • il de minimis, ossia se entri o meno tra gli aiuti di stato.

L’importanza della consulenza per la Finanza Agevolata

Ognuna di queste fasi richiede competenze consulenziali molto specifiche che, soprattutto nelle nostre PMI, è quasi impossibile avere internamente in azienda. Le macro competenze per gestire la finanza agevolata sono di tipo :

  • legale, per poter leggere in modo corretto i vari bandi e comprenderne tutte le sfumature
  • progettuale
  • gestionale
  • fiscale
  • contabile
  • di rendicontazione
  • di comunicazione

Il problema principale degli strumenti di finanza agevolata è che spesso hanno scadenze molto strette e che i criteri da soddisfare possono essere difficili da soddisfare e da individuare. Inoltre, il rischio di errori è molto alto, soprattutto nel momento della rendicontazione. Il rischio è vedersi decurtare le spese per problemi formali: ad esempio la non indicazione di una particolare dicitura nelle fatture dei fornitori.

Ecco perché è importante affidarsi ad aziende che si occupano di consulenza nella finanza agevolata: in questo caso sulla base del proprio progetto di sviluppo imprenditoriale, è possibile individuare quali siano gli strumenti agevolativi più adeguati e come perseguire l’obiettivo senza utilizzare risorse interne e senza rischiare errori.

Come abbiamo visto, gli strumenti agevolativi a disposizione degli imprenditori sono molti, di diversa tipologia e di diversa fonte: l’importante è individuare lo strumento più adatto alla propria realtà e procedere con il supporto di partner competenti.